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Angelo Moratti

Angelo Moratti Presidente dell'Inter

 Angelo Moratti nato il 5 Novembre 1909 a Somma Lombardo

La presidenza dell'Inter

È stato presidente dell'Inter dal 28 maggio 1955, rilevando la società dal suo predecessore l'industriale Carlo Masseroni, fino al maggio 1968, quando lasciò la presidenza a Ivanoe Fraizzoli. Era il periodo della Grande Inter allenata da Helenio Herrera; il giovane avvocato Giuseppe Prisco venne nominato vicepresidente della squadra. Sotto la sua presidenza venne costruito il centro sportivo di Appiano Gentile, noto poi negli anni come la Pinetina.

Con lui l'Inter ha vinto tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe intercontinentali.

Dal 5 novembre 2007 il piazzale antistante allo Stadio Giuseppe Meazza, in San Siro a Milano porta il suo nome. Una targa è stata posta sulla cancellata dello stadio, nella zona dell'ingresso principale. Alla cerimonia ufficiale, voluta e organizzata dal Comune di Milano, hanno partecipato figli e nipoti del presidente della Grande Inter, alcuni campioni nerazzurri del passato, Javier Zanetti e numerosi rappresentanti delle istituzioni milanesi e del club nerazzurro.

Nel 2009 il Comune di Stintino gli ha intitolato una via del paese in zona Capo Falcone. La nuova via Angelo Moratti è la via antistante all'Hotel Roccaruja, costruito da Angelo Moratti negli anni sessanta e divenuto luogo di ritrovo per le vacanze di dirigenti e giocatori della Grande Inter di quel periodo

Con il nome di Grande Inter si indica il periodo storico della società calcistica italiana del Football Club Internazionale Milano compreso negli anni sessanta del XX secolo.

Presieduta dal petroliere Angelo Moratti e guidata in panchina dall'allenatore argentino Helenio Herrera, l'Inter segnò un'epoca del calcio italiano ed europeo, durante la quale si laureò per tre volte campione nazionale (1962-63, 1964-65, 1965-66) e per due consecutive vincitrice della Coppa dei Campioni (1963-64, 1964-65) e della Coppa Intercontinentale (1964, 1965)

Angelo Moratti Presidente dell'Inter

Inter 1964-1965: La formazione titolare dei campioni d'Italia, d'Europa e del Mondo

Sarti; Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Milani (Peir, Domenghini), Su嫫ez, Corso.

Allenatore: Herrera.
 


                                 Indimenticabili: momenti, volti, azioni.

Anche gli angeli hanno qualcosa da imparare, e il calcio insegna molto, lo dirà lui, l'Angelo per eccellenza, che il pallone è una sana lezione per qualsiasi industriale. Gli anni sessanta sono il mondo degli industriali, e Milano, che si è lasciata alle spalle una guerra e una ricostruzione, ne è la capitale. Angelo Moratti, nato a Somma Lombarda il 5 novembre del 1909, presidente dell'Inter dal 23 maggio 1955, impara a scegliere. Giocatori, dirigenti, investimenti e allenatore. Helenio Herrera.
Insieme, vincono due scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, scalano in meno di quattro anni la vetta del mondo, un ritmo impressionante, martellante, è la saga della Grande Inter. Lui amministra risorse umane, oggi si dice così, e bilanci. I giocatori, trattandosi di lui, firmano contratti in bianco, e in famiglia si ricordano quando è iniziata, la saga. Una sera che lui ha detto, adesso facciamo sul serio. E dall'indomani, davvero si è vinto tutto.
Si dice che il calcio sia cambiato molto dagli anni sessanta ad oggi. Di sicuro, molte cose sono cambiate. Adriano Celentano cantava quarantaquattromila baci ed era all'inizio, i Beatles erano l'eco della rivoluzione anglosassone in termini di musica, la Scala aveva le sue prime, Milano era una perla di eleganza. L'intuito però di andare a pescare un allenatore straniero, dei giocatori come Suarez, o Jair, di investire sul vivaio con Mazzola o Facchetti, di individuare un capitano come Picchi, di preservare talenti come Corso, non cambia negli anni. La generosità nel trattarli, la totale indisponibilità a scendere a compromessi, non cambia. Il ritmo delle partite, per esempio a vedere quella tripletta del settembre 1964, il 9 in Argentina contro l'Independiente, finita 1 a 0, per giocarsela poi a San Siro il 23, 2 a 0, e finire alla bella a Madrid il 26, gol di Corso, non sembra poi così tranquillizzante.
L'Angelo è la porta attraverso la quale aprire il futuro. L'Inter non sarebbe quello che è, senza avere avuto un Angelo protettore.
 
27.12.2013 - tratto da INTER.IT

Angelo Moratti Presidente dell'Inter

 

 

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