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Massimo Moratti

Massimo Moratti Presidente dell'Inter

 Massimo Moratti nato il 16 Maggio 1945 a Bosco Chiesanuova (Verona)

 

È stato presidente dell'Inter dal 25 febbraio 1995 al 19 gennaio 2004 e dal 6 settembre 2006 fino al 15 novembre 2013.

Con lui l'Inter ha vinto cinque scudetti (2004-05, 2006-07, 2007-08, 2008-09, 2009-10), quattro Coppe Italia (2004-05, 2005-06, 2009-10, 2010-11), quattro Supercoppe italiane (2005, 2006, 2008, 2010), una Champions League (2009-10), una Coppa del Mondo per Club (2010), una Coppa Uefa (1997-98).


La presidenza dell'Inter

Il 25 febbraio 1995 Moratti acquista ufficialmente l'Inter, che era già stata di proprietà del padre Angelo dal 1955 al 1968. I primi anni di presidenza Moratti sono i più difficili. Ingenti infatti sono gli sforzi economici, senza risultati soddisfacenti, a parte la Coppa UEFA 1997-1998. La somma di denaro investita nell'Inter ammontava nei primi sette anni di presidenza pressappoco a 500 milioni di euro.Complessivamente nei primi 15 anni dell'era Moratti (1995-2010) l'Inter ha accumulato perdite per 1,2 miliardi di euro e debiti per oltre 460 milioni di euro.

In tale periodo il presidente Moratti ha dovuto provvedere personalmente a circa 735 milioni di euro di iniezioni di capitale, cifra molto vicina ai 750 milioni di euro incassati con il collocamento in borsa dell'azienda di famiglia Saras avvenuta nel 2006. Le difficoltà sono anche confermate dalle due dimissioni da presidente della squadra nerazzurra. La prima avviene il 6 maggio 1999, dopo le pesanti critiche ricevute per la sua scelta di affidare la squadra all'allenatore Roy Hodgson: in questo caso le dimissioni vennero ritirate, per acclamazione, il successivo 15 luglio.

Nel gennaio 2004 abbandona una seconda volta la carica di presidente della squadra, pur conservandone la proprietà, insieme a quattro componenti del consiglio di amministrazione: a subentrargli è l'ex giocatore e bandiera nerazzurra Giacinto Facchetti, che resterà in carica fino alla sua scomparsa, avvenuta nel settembre 2006. A seguito del triste evento, il 6 settembre dello stesso anno, Massimo Moratti riprende il ruolo di presidente del club. Nel 2004, l'arrivo in panchina di Roberto Mancini apre un ciclo di vittorie. Risalgono al tecnico di Jesi la conquista di due scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane.

La striscia di successi prosegue con il tecnico portoghese Jos Mourinho, il quale è capace di portare nella bacheca nerazzurra, dal 2008 al 2010, altri due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana ma soprattutto la Champions League, a 45 anni di distanza dal precedente successo. L'Inter di Massimo diviene così la prima squadra italiana, sesta in Europa, a centrare il cosiddetto triplete (scudetto, Coppa Italia e Champions League) nell'arco di una sola stagione. Le successive gestioni Ben癃ez e Leonardo arricchiranno la presidenza Moratti di altri tre successi: la Supercoppa italiana, la Coppa del Mondo per club (conquistati dallo spagnolo) e la Coppa Italia (vinta dal brasiliano).

Il 15 ottobre seguente, dopo 5 mesi di trattative, viene comunicato l'accordo con l'International Sports Capital, società indirettamente posseduta dagli indonesiani Erick Thohir, Rosan Roeslani e Handy Soetedjo, con il quale la società indonesiana diviene azionista di controllo dell'Inter mediante la partecipazione del 70% attraverso un aumento di capitale riservato. Il 15 novembre l'Assemblea dei Soci dell'Inter elegge ufficialmente Thohir come nuovo presidente al posto di Moratti, che esce dal consiglio di amministrazione rimanendo nell'organigramma societario come presidente onorario.

Sempre nel 2013, viene inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nella categoria Dirigente italiano. È il presidente più vincente della storia dell'Inter: 15 i trofei conquistati nella sua gestione e, sommati a quelli vinti durante la gestione del padre Angelo (3 campionati, 2 coppe dei campioni, 2 coppe intercontinentali) fanno 23 trofei ufficiali conquistati dalla squadra sui 39 complessivamente vinti finora.

[notizie tratte da Wikipedia]


Moratti "Le cose più importanti sono..."

"... i colori, la storia, la bellezza dell'Inter. Che serata è stata? Mi sembrava giusto, mi faceva piacere chiudere con loro un periodo bello e pieno di bei ricordi. Sono tutti amati, non solo Zanetti"

 

VERONA - Al termine di Chievo-Inter, il presidente onorario di F.C. Internazionale Massimo Moratti ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti al "Bentegodi".

Eccole le sue dichiarazioni:

"Che serata è stata? Mi sembrava giusto, rispettoso, mi faceva piacere chiudere con loro un periodo bello e pieno di bei ricordi, c'è molta riconoscenza nei loro confronti. Sono tutti amati, non solo Zanetti, tutti hanno fatto più di quanto mi aspettassi.

Era arrivato il momento di passaggio? Se la Società ha deciso così vuol dire che i progetti sono adatti a un cambiamento di questo genere, sono fatti in termini tali da portersi permettere tutto ciò. La Società ha fatto un passo giusto, dal punto di vista tecnico e politico.
La Società importante lo è lo stesso, il creare anche una squadra che possa avere successo presto non è una cosa facile, ma si punterà dal primo minuto a fare una cosa di questo genere. I sacrifici verranno fatti in maniera giusta, ponderando per costruire una squadra vincente".

Poi un commento sulle parole di Roberto Donadoni, in collegamento dal 'Tardini' di Parma e su quelle di Clarence Seedorf, in collegamento da San Siro:
"Ringrazio Donadoni per le belle parole, è un allenatore bravo e simpatico. Come lo vedrei sulla panchina del Milan? L'allenatore è sempre stato un problema per l'Inter, se adesso mi metto a pensare anche a quello delle altre squadre.. è bravo, ma come lo è Seedorf.

Quando Seedorf è stato un nostro giocatore lo è stato con la personalità dovuta e come persona lo ammiro moltissimo, tifo per lui perchè faccia bene. Se spero di rivederlo sulla panchina del Milan? Lo spero, ma non da interista, la cosa potrebbe essere capita male (sorride, ndr). Non voglio interferire con quella che possa essere la storia del Milan".

"Ausilio farà bene, ha l'esperienza necessaria, è anche in grado ci comunicare bene quello che sta facendo, non credo che la Società abbia intenzione di creare una struttura più grande.

Quest'anno siamo stati anche sforturnati in certi risultati, averemmo ingoiato rospi più piccoli... Tutte le società in Italia vivono questa situazione in cui devono fare attenzione, con forme diverse e in modo diverso. Anche l'Inter deve farlo. Dipende dalle scelte che si fanno, se vengono fatte bene o no in termini di giocatori. E' lo specchio dei tempi.

Rimane la serata per la nostalgia che suscitano questi giocatori anche nel pubblico non interista. Si gira pagina, ci aspetta una nuova era con nuovi giocatori che spero abbiano il loro carattere, il loro livello, la loro classe.
E' la fine di un ciclo che c'è stato e ha avuto tutte le emozioni possibili, ora inizia qualcosa di diverso condotto diversamente.
Un'immagine rappresentativa di questi anni? Le grandi emozioni, quello che ti viene in mente è il bellissimo rapporto sia col pubblico che coi giocatori. Posso solo ringraziare il cielo per tutto quello che è successo.

Thohir? Tutti i presidenti di qualsiasi società all'inizio devono fare molta attenzione, questo è un mondo diverso, per lui nuovo, credo che abbia tutte le intenzioni di fare bene. E farà bene.
Cambiasso? Fa parte delle strategie della Società, se così han pensato vuol dire che hanno in mente qualcosa che sarà giusto per il futuro

La cosa più importante sono la Società, i colori, la storia e la bellezza dell'Inter, è quello a cui bisogna rimanere legati".

 

18-Maggio-2014 Fonte: inter.it


Massimo Moratti "C'è sempre l'ambizione di fare una grande squadra"


Il presidente onorario al termine dell'Assemblea: "Il derby? Dovrebbe essere bellissimo"

Massimo Moratti

MILANO - Al termine dell'Assemblea dei soci tenutasi stamane al Westin Palace, il presidente onorario di F.C. Internazionale Massimo Moratti ha dichiarato alla Rai:
 

Derby: all'andata vinse l'Inter, chi arriva meglio a questa sfida?
"Il Milan ha avuto un periodo molto buono, a parte l'ultima partita che era con la Roma, quindi è in crescita. Seedorf mi sembra che abbia fatto un buon lavoro, visto da fuori. Noi siamo in un momento in cui stiamo giocando anche bene, per quello dovrebbe venire fuori un bellissimo derby".

Si profila ancora una stagione con Mazzarri, l'ha detto ieri anche Thohir, non ci sono più dubbi su questo.
"Questo deve chiederlo a qualcun altro però mi sembra che non ci siano dubbi".

Che Inter sta nascendo con questo progetto di internazionalizzazione che ha voluto lei e che Thohir porta avanti? Che cosa sta cambiando?
"Da un punto di vista calcistico mi sembra che cambi poco, c'è sempre l'ambizione di fare una bella squadra. Ogni anno c'è sempre da completare quello che pensavi di aver già completato precedentemente e quindi comprare nuovi giocatori in certe posizioni, e credo si stiano già muovendo in questo senso. Per il resto è un normale passaggio di proprietà dove a fronte di una persona che garantiva tutto, adesso ci sono delle società, la stessa Inter garantisce. Niente di più di un normale passaggio di proprietà, dove ci sono obiettivi e progetti che spero vengano realizzati, che sarebbero molto interessanti".

E' l'ultimo derby per Zanetti, che rischia però di non avere una festa. Cosa pensa di una cosa e dell'altra?
"So che è molto stimato, credo che ci sia l'accordo anche per il futuro della sua persona. C'è il tempo e tutto quello che è necessario per esaltare la storia di Zanetti nell'Inter come calciatore e così come tutti quelli che hanno vinto il Triplete, credo sia il caso, a settembre, a ottobre di organizzare una partita per tutti loro, al tempo non eravamo riusciti a festeggiare abbastanza".

Uno di questi è Milito che ha fatto proprio la storia dell'Inter, 4 gol del Triplete. Forse nessuno nella storia calcio è riuscito a firmare tre successi per una squadra. C'è un pensiero per lui?
"Milito è aperto, chiaro, lo conosce benissimo. Sarà eterna la gratitudine di tutti gli interisti, l'affetto per lui, Milito è questo, rimane il personaggio che su tre partite ha segnato sempre lui e ci ha fatto vincere tutto".

Mourinho va in finale di Champions?
"Tutti con lui!"


30.04.14 - Tratto da Inter.it


 

Moratti "Zanetti è la storia dell'Inter"

Massimo Moratti e Thohir


Le dichiarazioni del Presidente Onorario rilasciate nel mese di marzo in occasione dell'incontro avvenuto a Palazzo Cusani sul tema "La gestione di una grande azienda"

MILANO - Il presidente onorario di F.C. Internazionale Massimo Moratti ha parlato di diversi temi durante un'intervista concessa a Tele Lombardia nel mese di marzo in occasione di un incontro avvenuto a Palazzo Cusani, sede del Comando Militare Esercito Lombardia, e presieduto dal Generale di Corpo d'Armata Giorgio Battisti, Comandante del  Corpo d'Armata di Reazione Rapida della NATO di Solbiate Olona sul tema 'La gestione di una grande azienda'.

"Zanetti è la storia dell'Inter. Non solo per la qualità, ma anche per la serietà. Se a Zanetti chiedi di una partita col Milan o con la Juventus di 10 anni fa, non solo ti sa dire com'è andata, ma anche le ragioni per cui bisogna odiare l'una e l'altra (sorride, ndr). Poi è una brava persona, dotata di buon senso, con questo carattere che fa sì che sia molto stimato dai compagni.

Zanetti con me sapeva per certo che sarebbe potuto diventare addirittura presidente. Potevo pensare di farlo con una persona che sa tutto, che rappresenta l'Inter, che è stimato e che ha l'immagine giusta. E che magari potesse fare anche le interviste al mattino al posto mio (sorride, ndr). Adesso per lui c'è un cambiamento, c'è una persona nuova che non poteva conoscerlo allo stesso modo. Ma mi sembra che abbia sondato, anche perch Thohir è intelligente. Zanetti rimarrà nell'Inter e certamente avrà degli incarichi che, a mio giudizio, devono essere operativi e non rappresentativi. Anche perch lui è uno che sa gestire le cose come ha gestito bene la sua vita personale, con la Fondazione Pupi e cose di questo tipo, importantissime. Ha gestito benissimo la sua vita familiare, i suoi investimenti, la sua vita all'Inter. Credo che certamente sarà un ottimo dirigente e questo è quello che gli faranno fare.

Recoba? Aveva qualcosa proprio dell'Inter, cioè il fatto di essere sempre sorprendente. Era un giocatore che se messo in campo negli ultimi 10 minuti magari ti faceva tre gol e riusciva a fare delle cose che nel calcio forse non abbiamo mai visto. Essendo un po' pigro forse non aveva quella continuità e quell'aggressività che un giocatore deve avere, ma al di fuori dalla pigrizia aveva una classe e un talento tali che, per uno a cui piace il calcio, era davvero un gioiellino. E quindi ti affezioni. Anche io, come i tifosi, la sera prima della partita pensavo a cosa sarebbe successo. Vedevo Recoba che, alla prima azione, saltava tutti e andava in porta.

Mourinho? E' arrivato per lo sfogo di Mancini che mi disse che secondo lui l'avrei sicuramente mandato via. E io gli risposi che era matto che non ci pensavo proprio. Ma lui si era sentito umiliato dalla sconfitta col Liverpool. Nell'eventualità che potesse ripetere lo sfogo, decisi di contattare Mourinho, che rispose con assoluta serietà perch gli dissi che se Mancini non avesse cambiato idea, allora mi sarei rivolto a lui. Si sarebbe potuto offendere invece disse di essere a disposizione e che non avrebbe preso contatti con nessun altro. Questo confermava la sua professionalità, l'avevo visto una volta e mi aveva fatto un'ottima impressione. Però Mancini stava andando bene e non è stato facile festeggiare un altro scudetto dovendo dire a Mancini che prendevamo un altro. Alla fine ci siamo riusciti, ma mi è dispiaciuto.

Quando Mourinho è andato via, devo essere sincero, per me era giusto. E' arrivato e ha vinto il campionato, che forse avrebbe vinto anche Mancini. Poi ha vinto il Triplete: Mourinho è stato un grandissimo temporale, un colpo di vento che era giusto conservasse quella storia e che non rischiasse di trascinarsi. Dopo abbiamo vinto la Coppa Italia e siamo arrivati secondi e se fosse arrivato prima Leonardo magari avremmo vinto pure lo scudetto.

Riprenderle Mourinho? Ora abbiamo Mazzarri, un ottimo allenatore, diverso da lui, con un'altra esperienza ma comunque ottimo. Credo che Mourinho stia inseguendo una sua soddisfazione al Chelsea, che è l'altro club a cui è legato. E' tornato volentieri lì come tornerebbe volentieri all'Inter. L'occasione per il momento non c'è, speriamo che ci sia in futuro, magari dopo che Mazzarri ha vinto tre scudetti come Mancini (sorride ndr).

Tre consigli? Tre sono troppi, non ci arrivo. Ma uno sì, ovvero quello di circondarsi di interisti, che non vuol dire circondarsi di persone che parlino dell'Inter a vuoto, ma di gente che capisca e sappia cos'è il carattere dell'Inter e dei propri tifosi, che è diverso da quello della Juve e del Milan.

L'Inter è diversa. Cambierà sicuramente il carattere della Società perch un presidente influisce, ma ci sono caratteristiche che non possono cambiare mai, che sono quelle per le quali uno o è interista o non lo è. Per quello parlo di Zanetti, perch è bene che chi è in questo club ne conosca la storia, ricordi certe cose, ti aiuti a capire, ti aiuti a prevenire dei problemi. Per questo gli dico che deve mettersi vicino persone che vogliono bene all'Inter e non solo persone che siano dei buoni professionisti.

L'Inter ha la fortuna di avere tanti tifosi tra cui tantissimi professionisti a livello importante che vorrebbero dare una mano, è un'occasione. Tutto il resto non vale, perch la nuova proprietà deve imprimere il suo carattere, fissare i suoi obiettivi, e non si può confondere con altro, sarebbe uno sbaglio. 

Le partite in tribuna con Laporta? Soffriva, è terribile vedere le partite assieme come fanno in Spagna. O si è ipocriti o si sa che la gioia di uno fa soffrire l'altro. Vogliono farlo anche in Italia? No, no. Se l'arbitro rovina le cose poi non puoi mica dirgli 'bravo, sei stato bravo', su insomma... (sorride, ndr).

La Coppa Campioni è certamente una vittoria importante, mi ricordava cose fantastiche. A volte una partita ti dà più gioia di quanto possano darti altre vittorie. E quella partita è stata il primo derby appena diventato presidente. Loro erano secondi in classifica e noi non eravamo in grande spolvero, avevo preso l'Inter in un momento non facile, non avevamo molti punti. Ma ho avuto la fortuna che nelle prime partite, tra cui appunto un derby, andò bene. Il Milan non partiva favorito, ma centomila volte favorito. Weah sbagliò credo l'impossibile e noi facemmo una partita di carattere ed aggressività talmente bella che vincemmo tre a uno, con tanto di trionfo finale e gol di Berti. Quella partita mi rimane in mente come una gara di orgoglio e di grande dispetto anche perch gli altri erano convinti di essere fortissimi. Prima della partita avevo incrociato Galliani e gli avevo detto anche: 'Mi raccomando, non esagerate, abbiate anche educazione del nuovo presidente'. E loro: 'Sì, sì', convintissimi di vincere e invece ottenemmo una vittoria meravigliosa per cui mi sentivo veramente felice (sorride, ndr). E questo può essere un ricordo molto più piccolo rispetto a tutto quello che abbiamo vinto in quei cinque anni, ma mi è rimasto in mente.

In quel derby segnò anche Seno, una grandissima persona: prima di quella partita mi chiamò Bianchi dicendomi che non poteva giocare, cosa che sosteneva anche il dottore. Gli abbiamo detto di non giocare perch avrebbe rischiato. Lui si impuntò dicendo che si sentiva bene: fu il migliore in campo, fece un gol e una partita incredibile. Un eroe, davvero, giocò sapendo di rischiare. Lo ammiro tanto per quello che ha fatto. Bianchi poi aveva una speciale antipatia per Berlusconi e per caricarli disse qualcosa ai giocatori, qualcosa di irripetibile (ride, ndr). Entrarono in campo come dei leoni, aveva un caratteraccio... (sorride, ndr) E' un personaggio un po' speciale, ma sapeva caricare i suoi uomini specie nei derby.  

Poi dopo quel derby c'è Siena, quella del Triplete: è stata una partita di grande sofferenza, ma lì vincemmo il campionato, fu una sofferenza che portò a una grande gioia.
Madrid poi è stata una grande vittoria finale, ma non abbiamo sofferto, è stata una festa, una serata nella quale Mourinho ha dimostrato di essere un grande allenatore perch certe sfide non le perde mai. La grande sofferenza era stata a Siena perch loro giocarono come fosse una finale anche se erano già retrocessi. Poi la Champions fu il coronamento di tutto. E' un fatto personale, a volte da una grande sofferenza deriva una grande gioia".
 

23.04.14 - Tratto da Inter.it


Massimo Moratti nella 'Hall of Fame' della Figc

A lui il premio come miglior dirigente sportivo: "Una fortuna e un onore per la mia famiglia essere alla conduzione dell'Inter"

Massimo Moratti

FIRENZE - Massimo Moratti entra a far parte, come miglior dirigente sportivo, della "Hall of Fame", il prestigioso riconoscimento istituito dalla Figc e dalla Fondazione Museo del Calcio per celebrare le figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del calcio italiano. Queste le parole di Massimo Moratti dal palco allestito all'interno del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze: "Ringrazio tutti coloro che hanno deciso di assegnare a me questo premio. E' stata una fortuna e un onore per la mia famiglia essere alla conduzione dell'Inter e anche avere la soddisfazione di vincere. Adesso credo che sia il momento di mettere ordine e iniziare a internazionalizzare questa Società. Quello che posso dire è che lo abbiamo sempre fatto con passione. Ecco perch a Erick Thohir auguro anzitutto di appassionarsi e di soffrire il meno possibile e avere poi quelle soddisfazioni che arrivano quando lavori bene e lavori tanto. Come ha preso la notizia della cessione la mia famiglia? La mia famiglia si è comportata bene perch con me hanno fatto tutti finta che fosse una cosa normale... mi maneggiano con cura, insomma (ndr, sorride). Se augurerei a mio figlio Angelomario di fare il mio stesso percorso? Sì, ma mio padre non è che mi abbia detto prendi l'Inter, mi ha detto divertiamoci. E' una scelta fatta con incoscienza, quindi non so se augurare incoscienza ai miei figli, però la passione rimane anche nei miei figli quindi può essere che qualcosa succeda. Soffro allo stesso modo per una partita? Anche io speravo di soffrire di meno... Come cimelio ho portato una targa con il Triplete... che almeno per gli interisti significa tanto. Chi farà il mercato adesso? Credo sia diritto di chi subentra di decidere. Poi mi diceva ieri Thohir che sarà un mercato fatto tutti insieme, quindi credo che partano anche dall'allenatore".

02.12.2013 - Tratto da Inter.it

 

 

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