La storia dell' Inter, o meglio: del "Football Club
Internazionale di Milano", ha inizio la sera del 9 marzo 1908. "Inter"
sta infatti per "Internazionale", vale a dire una squadra aperta
verso l'estero, anche nel senso di offrire spazio a giocatori non
italiani (come il suo primo Capitano, lo svizzero Manktl). L'Inter era la
risposta al preesistente "Milan Cricket and Football Club", e si
sentiva ben simboleggiata dal dipinto dedicatole dal pittore Giorgio
Muggiani. I colori della Società - oro, nero, azzurro - sono rimasti gli
stessi di oggi. Primo Presidente era il veneziano Giovanni Paramithiotti.
Due anni dopo arriva il primo scudetto, conquistato con un
bel risultato (11-3) contro la Pro Vercelli, dopo un campionato non
facile. Con la Grande Guerra si manifesta il caos, anche per la nostra
Inter. Il Capitano del primo scudetto, Virgilio Fossati, partito per il
fronte, fu uno dei tanti che non tornarono più a casa. Il Presidente di
allora era Giuseppe Visconti di Modrone.
1914
-Giuseppe Visconti Di Modrone
Passato questo periodo così
difficile, l'Inter riesce comunque a recuperare alla grande la sua grinta
e la sua voglia di sognare: nel primo campionato organizzato nel
dopoguerra vince infatti il secondo scudetto, battendo il Livorno per 3-2,
il 20 giugno1920.
1919 - Giorgio Hulss
1920 - Francesco Mauro
1923 - Enrico Olivetti
1926 - Senatore Borletti
Durante il successivo periodo fascista probabilmente non
risulta gradita l'apertura "internazionale" della squadra: l'Inter
è costretta a fondersi con l'Unione Sportiva Milanese, cambiando nome e
maglia. Si trasforma in Ambrosiana, con maglia bianca rossocrociata. Ma i
suoi tifosi la sostengono all'Arena, urlando come sempre "Forza
Inter". Nel 1932 viene concessa la possibilità di abbinare i due
nomi: nasce quindi l'Ambrosiana-Inter.
1929 - Ernesto Torrusio
Il terzo scudetto arriva nel 1930, a dieci anni dal
precedente. E' il periodo di Giuseppe Meazza e dei suoi successi in
Nazionale (ai Mondiali del '34 e del '38).
1930
- Oreste Simonotti
Il quarto scudetto l'Inter lo conquista proprio nel 1938, con Meazza. E, nel 1939, arriva anche la
prima Coppa Italia. Nel '40 Meazza si infortuna gravemente e la squadra
deve farne a meno per l'intera stagione.
1932
- Ferdinando Pozzani
Nonostante questo grosso
inconveniente, dopo aver lottato con il Bologna fino all'ultimo giorno,
nel giugno del 1940 la vittoria è per l'Inter: quinto scudetto. Otto giorni dopo,
Mussolini annuncia l'entrata in guerra al fianco della Germania.
Il campionato continuerà fino al giugno del 1943: oltre
non è più possibile, per ovvie ragioni. Dal 1942 il Presidente è Carlo
Masseroni: la squadra recupera il suo nome originario
"Internazionale" e, nel 1945, tutti la riconoscono semplicemente
come "Inter". A questo punto è d'obbligo ricordare che il
grande Meazza, dopo aver segnato 224 gol per l'Inter sui suoi complessivi
248, e dopo aver concluso le sue ultime stagioni al Milan e alla Juventus,
lascia il calcio. A lui è dedicato lo stadio dove adesso giocano Milan e
Inter, ristrutturato per i Mondiali di Italia '90 con l'edificazione di un
terzo anello che ne ha portato la capienza complessiva a 85.000 posti.
1942 - Carlo Masseroni
Durante i primi anni Cinquanta, Inter significa Armano e
"Veleno" Lorenzi, l'olandese Wilker, lo svedese "Nacka"
Skoglund e l'ungherese-apolide Nyers: un attacco fortissimo. Per non
parlare dell'imbattibile portiere, Giorgio Ghezzi, detto "il
Kamikaze", e dell'allenatore Alfredo Foni. Tutti insieme portano all'Inter,
nel 1953, il sesto scudetto.
Non basta: nel 1954,
la squadra conquista il settimo scudetto.
Nel 1955 diventa Presidente Angelo Moratti,
petroliere: "il Presidente", che accompagnerà l'Inter a livelli
indimenticabili. Le altre squadre sono davvero forti: Milan, Juventus,
Fiorentina.. All'Inter arrivano Massei, Vonlanthen, Firmani, si
avvicendano allenatori, si impegna Meazza, ma i risultati non sono buoni.
Nel 1957, però, arriva l'argentino Antonio Valentin Angelillo, cresciuto
nel Boca di Buenos Aires e l'anno dopo realizza per l'Inter ben 33 gol
durante il campionato. Un record imbattuto, ma insufficiente: serve solo a
raggiungere il terzo posto, dopo Milan e Fiorentina. Ma il suo Presidente
continua a credere nelle potenzialità, nelle qualità della Squadra. E
con lui, sua moglie Erminia, che ha reso la squadra quasi una grande
famiglia, e i suoi figli, tra i quali Massimo, attuale Presidente.
1955 - Angelo Moratti
Alla fine degli anni Cinquanta, nel 1958, la
svolta decisiva: fra i giovani, a 16 anni, entra Mario Corso. Nel 1960,
arrivano Italo Allodi, che si occuperà della Società per 20 anni, e
Helenio Herrera, che allenava in Spagna. Herrera è un tipo meticoloso,
che sta sempre con gli occhi addosso alla squadra e conosce davvero il
calcio.
Il campionato del 1961 si conclude per un
soffio a favore della Juventus, dopo episodi incredibili... Una partita,
sospesa per invasione di campo e data vinta dall'Inter a tavolino per 0-2,
viene rimessa in gioco a torneo concluso. L'Inter, per provocazione, mette
in campo i giovani della Primavera e perde per 9-1. Quel gol è di Sandro
Mazzola. C'è l'esordio di Giacinto Facchetti e la ripresa di Picchi,
Burgnich, Zaglio. Lascia invece Angelillo, e poi anche Lindskog e Firmani.
Ma arrivano Bettini, Hitchens e Suarez.
Il 1963 è l'anno dell'ottavo scudetto. La
leggenda dice che sia stato proprio il Presidente a dare la formazione
decisiva, con Bugatti, Bolchi e Maschio al posto di Buffon, Zaglio e Di
Giacomo.L'anno successivo la lotta è con il Bologna. A due punti dai
rossoblu, l'Inter riconquista il primo posto in classifica. Il Bologna,
prima accusato di doping e penalizzato, viene poi riabilitato dalla
Federazione, che gli rende i tre punti, riportandolo alla pari con l'Inter.
Siamo nell'anno 1964. Prima dello spareggio, il Prater di Vienna ospita la
finale di Coppa dei Campioni. L'Inter vince in modo entusiasmante, contro
il Real Madrid, 3-1, con due gol di Mazzola e uno di Milani. Alcuni giorni
dopo, il Bologna si aggiudica lo spareggio scudetto.
Ma l'Inter è
comunque fortissima: vince a Madrid per 1-0, nello spareggio per la
conquista della Coppa Intercontinentale, contro gli argentini dell'Independiente,
dopo lo 0-1 di Buenos Aires e il 2-0 di San Siro. Ai supplementari Mario
Corso, di sinistro, decide la partita. E' la squadra di Milani, Facchetti,
Domenghini...
Nel 1965 si aggiudica il nono scudetto, e
come l'anno precedente dieci giorni prima c'è la vittoria nella Coppa dei
Campioni. Dopo aver eliminato il Liverpool in semifinale con un bel 3-0 di
Corso, Peirò e Facchetti, l'Inter a San Siro annienta il Benfica con un
gol di Jair, brasiliano. Di nuovo l'Independiente deve cedere e la Coppa
Intercontinentale va all'Inter per la seconda volta.
Il decimo scudetto,
del 1965, quello con la stella, è quello che vede Picchi come Capitano,
Angelo Moratti come Presidente e Helenio Herrera come allenatore. E' un
momento magico, la fine di un'era. Due anni dopo, Moratti affida l'Inter a
Fraizzoli, pur non abbandonandola mai con il cuore. Stiamo
arrivando così alla storia più recente
dell'Inter.
1968 - Ivanoe Fraizzoli
Una volta conclusa l'epoca magica
del "Mago" Helenio e il periodo d'oro di
Angelo Moratti, si sono succeduti allenatori quali
Foni, Heriberto Herrera, Gianni Invernizi. Nel 1971
arriva lo scudetto n°11.
Otto anni dopo l'Inter si aggiudica
la Coppa Italia, con i gol di Altobelli e Bini contro
il Napoli. Nel 1980, il dodicesimo scudetto, con
allenatore Bersellini.
Alla terza vittoria in Coppa
Italia, Fraizzoli lascia la Presidenza a Ernesto
Pellegrini. Pellegrini regala ai tifosi Karl Heinz
Rummenigge e, due anni dopo, sceglie Giovanni
Trapattoni come allenatore. Nel campionato '88/'89
arrivano anche, sempre dalla Germania, Matthaeus
e Brehme. In squadra ci sono Walter Zenga, Bergomi,
Ferri, Alessandro Bianchi, Berti e Diaz. In 34 partite
l'Inter accumula 58 punti e realizza uno scudetto da
record, il tredicesimo.
1984 - Ernesto Pellegrini
Nel 1989 arriva anche la Supercoppa
Italiana e nel 1990 l'ammissione in Coppa Uefa. Nel
maggio del 1991, dopo ventisei anni dall'ultima
vittoria internazionale, l'Inter torna al successo in
Europa battendo la Roma.
Ancora Coppa Uefa nel 1994,
battendo il Casino Salisburgo con gol di Berti, a
Vienna, e di Jonk, a San Siro.
Dal 18 febbraio 1995, il Presidente
della Società è Massimo Moratti, figlio
terzogenito di Angelo: l'amore per la squadra lo ha
respirato in casa, quasi ereditato
"geneticamente". Sarebbe bello che con lui
la squadra tornasse ai livelli migliori.
MILANO – Novantanove anni fa
la notizia della nascita del
Foot-Ball Club
Internazionale Milano appare
con due giorni di ritardo su
un giornale milanese
dell’epoca, “La Lombardia”.
Poche righe che riassumono
il “comunicato” firmato dai
soci fondatori e scritto sul
retro di un foglio di carta
da lettera intestata a
Umberto Muggiani, padre del
pittore Giorgio, l’autore
dello stemma.
Nelle tante e importanti
ricostruzioni storiche
saranno poi evidenziati
molti particolari oltre al
luogo di fondazione, il
ristorante Orologio, e alla
durata della prima riunione
(dalle 20 alle 23.30): la
quota sociale fissata in 10
lire all’anno; la sede
trasferita in poco tempo dal
ristorante Commercio al
Caffé Vergani; i calciatori
che acquistano personalmente
le scarpe e l’abbigliamento
da gioco; il primo campo ai
margini del Naviglio Grande,
in Ripa Ticinese dove si
arriva con il tram numero
19, dopo un lungo viaggio e
con la necessità di
recuperare i palloni finiti
in acqua; le prime partite
all’Arena dove l’inverno è
duro da sopportare, perché
gli spogliatoi sono stanzoni
umidi e il terreno è
‘massacrato’ dagli altri
avvenimenti sportivi in
cartellone, come caroselli
di cavalli e, raccontano le
cronache, persino una
battaglia navale fra scafi
di legno e ferro con il
fondo inondato.La
storia dell’alba nerazzurra
e del calcio italiano più in
generale è passata di libro
in libro, probabilmente di
ricordo in ricordo. Così
nascono le leggende. Come
quella del primo asso
dell’Inter, Hernst Xavier
Marktl, svizzero di
Estragen, classe 1887, ruolo
difensore, un ragazzo con
due baffetti da sparviero
che, a 22 anni, sembra un
distinto signore in giacca e
cravatta: due presenze in
Campionato , nelle prime
gare ufficiali dei nostri 99
anni.
Due sconfitte che precedono
il primo, velocissimo
scudetto: quello della
stagione 1909-1910, quello
del primo legame con una
formazione vera: Campelli;
Fronte, Zoller; Yenni,
Fossati, Stebler; Capra,
Peyer, Peterly, Aebi,
Schuler.
E’ un’Inter che segna molto
(55 gol fatti) perché
pratica un calcio d’attacco,
che vince entrambi i derby
di Campionato , che cattura
l’attenzione dei primi
tifosi con l’ardore di
Fossati, le parate in presa
di Campelli, l’eleganza di
Aebi il primo oriundo (padre
svizzero e mamma italiana),
le reti di Peterly.
Si scrive: “Grandi applausi
salutano la vittoria
dell’Internazionale F.C.”.E
la storia continua.
GRANDE INTER
Inter
'06-'07:
nella
storia
con
tanti
record
Lunedì,
28
Maggio
2007
13:17:25
MILANO -
Indimenticabile.
Lo
scudetto
2006-2007
conquistato
dall'Inter
è già
entrato
a far
parte
della
grande
storia
del
calcio
italiano
perché
la
squadra
di
Roberto
Mancini
ha prima
eguagliato
e poi
stabilito
primati
con i
quali
ora
tutti
dovranno
fare i
conti. I
record
nello
sport
non sono
mai
stati, e
mai
saranno,
freddi
numeri
per
appassionati
di
statistiche.
I record
sono
paletti
che gli
atleti
posizionano
lungo il
percorso
della
storia e
che
diventano
di
riferimento
per
altri
atleti.
Inter.it
vi
propone
i record
dell'Inter
2006-2007
con la
collaborazione
di
Football
Data
107 gol
realizzati
complessivamente:
eguagliato
il
primato
dell'Inter
1950-'51
che lo
aveva
realizzato
in 38
incontri
contro i
55 di
questa
stagione;
97 punti
(su 114
a
disposizione):
primato
assoluto
italiano
nel
Campionato
a 20
squadre
(superato
quello
dei 94
punti
del
Torino
1947-'48
se anche
allora
la
vittoria
fosse
valsa 3
punti);
primato
assoluto
europeo
(superato
quello
dei 95
punti
del
Chelsea
2004-'05);
36 punti:
primato
assoluto
di
distacco
in
classifica
ai danni
del
Milan
nel
Campionato
a girone
unico
contanto
la
penalizzazione
del
rossoneri
(97
Inter e
61
Milan);
senza
contare
la
penalizzazione
dei
rossoneri
(-8),
secondo
distacco
assoluto
dopo
quello
ottenuto
dall'Inter
1929-'30
con 29
punti
contanto
vittorie
da 3
punti
(Inter
72 e
Milan
43);
33 gare
utili
consecutive:
primato
assoluto
nella
storia
del club
e nel
Campionato
a 20
squadre;
31 gare
iniziali
senza
sconfitte:
primato
assoluto
nel
Campionato
a 20
squadre;
30
vittorie
(su 38
partite):
primato
assoluto
(superato
quello
del
Grande
Torino
1947-'48
in un
Campionato
a 21
squadre);
17
vittorie
consecutive:
primato
assoluto
nel
Campionato
a girone
unico;
15
vittorie
esterne:
primato
assoluto
nel
Campionato
a girone
unico;
5
giornate:
i turni
d'anticipo
sulla
fine del
torneo
con i
quali è
stato
vinto
aritmenticamente
lo
scudetto;
primato
eguagliato
nel
Campionato
a girone
unico,
come il
Torino
1947-'48
e la
Fiorentina
1955-'56);
1
sconfitta:
primato
assoluto
nella
storia
del club
a girone
unico,
eguagliato
quello
nel
Campionato
a 20
squadre
della
Juventus
2005-2006;
0
sconfitte
esterne:
primato
assoluto
nella
storia
del
club,
eguagliati
quelli
in
campionati
a 16
squadre
della
Fiorentina
1968-'69,
del
Perugia
1978-'79
e del
Milan
1987-'88
e del
Milan
1991-'92
e
1992-'93
in
campionati
a 18
squadre).
Ufficio
Stampa
RECORD:
3.500 VOLTE INTER
Domenica,
14 Maggio 2006 14:44:20
CAGLIARI -
Cagliari-Inter, gara valida per la 38^ e ultima
giornata della Serie A Tim, è una partita
storica per i colori neazzurri. La sfida del
"Sant'Elia", infatti, è la numero 3.500 della
storia dell'Inter. Di seguito il dettagglio di
tutte queste 3.500 partite:
Campionato 2833
Coppa Italia 326
Coppa UEFA 149
Champions League 101
Coppa delle Fiere 33
Coppa Europa Centrale 28
Coppa delle Coppe 12
Preliminari Champions 10
Coppa Intercontinentale 5
Supercoppa di lega 3
STATISTICHE
PARTITE
Tutte le
statistiche delle partite giocate finora
dall'Inter
Nato a Milano il 23 agosto del
1910, Giuseppe Meazza è stato il piu' grande centravanti della
storia dell'Inter ed una mezzala eccezionale per la nazionale
azzurra. Realizza 249 reti in 348 partite nell'Inter, vincendo
due scudetti ed una coppa Italia e risultando per ben tre volte
capocannoniere del campionato. Straordinario il suo bottino in
nazionale, vince due Campionati del Mondo, nel '34 e nel '38, da
assouluto protagonista. Nel 1939 un grave infortunio lo blocca
per piu' di un anno. Quando rientra in campo il suo rendimento è
notevolmente inferiore al passato. Veste sul finire di carriera
anche le maglie di Milan e Juventus per poi chiudere la carriera
nel 1946 ancora nell'Inter apportando un contributo decisivo
alla salvezza della squadra dalla retrocessione. Giocatore dal
fisico non eccezionale, ma dotato di classe, fantasia e tecnica
sopraffina, condite da una visione di gioco straordinaria. Un
autentico fuoriclasse, uno dei piu' grandi attaccanti della
storia.
Muore a Rapallo nel 1979.