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immagini di Francesco Toldo
portiere dell'Inter
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il Sito
Ufficiale di Francesco Toldo: http://www.francescotoldo.it |
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TOLDO: "VI
RACCONTO UNA STORIA... "
Venerdì, 06 Ottobre 2006
15:15:19
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MILANO - Diego ha 39 anni, è un ex calciatore: portiere, ha
giocato anche in serie B con il
Venezia. Poi, un giorno, ha scoperto
di dover giocare, solo con la sua
famiglia, contro un avversario
terribile, una malattia rara,
difficile da curare, anche perché le
terapie risultano molto care. La sua
famiglia, per Diego, ha fatto tutto
quello che poteva fare. Ha ceduto
proprietà e attività commerciali per
aiutare un figlio che, anche dal
punto di vista psicologico, chiedeva
aiuto.
Una domenica pomeriggio, poco più
di un mese fa, Diego e la sua
famiglia hanno lanciato una appello
in televisione: per portare avanti
una partita che, da soli, potevano
solo perdere. “Se potete, se volete,
aiutateci”: lo dicevano con la
semplicità delle persone che non
sono abituate a chiedere aiuto, ma
che devono farlo, perché purtroppo
non hanno alternative. Durante il
servizio Diego ha mostrato alla
telecamera alcune foto di quando,
promettente portiere, giocava e
sorrideva al fianco dei campioni che
incrociava sui campi o nel locale
dei suoi genitori tra Padova e
Vicenza. A un'immagine, in
particolare, Diego era legato: la
fotografia con Francesco Toldo,
collega famoso e punto di
riferimento nel ruolo.
Francesco Toldo, quel servizio, lo
ha visto. E, da quel giorno, Diego è
un amico. E per un amico si fanno
tante cose: lo si invita a Milano
per assistere a una partita
dell’Inter e per presentarlo ai
compagni di squadra, si telefona
ogni giorno anche solo per sapere
che tempo fa, si esulta insieme
quando – dopo un periodo
estremamente negativo – Diego rialza
la testa, decide che quella partita
può ancora vincerla, anzi vuole
vincerla, e anche le analisi, che
prima erano sempre e solo negative,
cominciano dare risultati positivi.
Questa è la storia di Diego e
Francesco. Due persone che si erano
sfiorate una volta soltanto, per un
sorriso in una fotografia, e che
oggi sono due amici che giocano
insieme per vincere un’importante
partita. Se anche voi, come Toldo,
come i compagni dell’Inter e come
altri calciatori, avete voglia di
dare una mano a Diego e alla sua
famiglia, partecipanto
all’iniziativa di solidarietà
"Presta un euro per salvare una
vita", queste sono alcune coordinate
di riferimento:
Diego Murari
via A. da Romano 30
36060 Romano d'Ezzelino (Vicenza)
Posta elettronica: maieti@libero.it
Conto Corrente: n° 601980
ABI 6175
CAB 62520
Banca Carige, Filiale di Cittadella
(Padova).
www.inter.it
Ufficio Stampa
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La
rivincita del portiere nerazzurro: "Ho
saputo reagire; dov'è ora chi mi
chiamava vecchio? Le voci di mercato mi
hanno soltanto stimolato" da
www.gazzetta.it
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MILANO,
26 giugno 2005 - "Toldo, e il suo
futuro?" è la domanda che gli ha
ronzato nelle orecchie per mesi e mesi
di questo anno per lui strano (e
strano non perché finalmente ha vinto
qualcosa con l’Inter). Solo che
qualcosa è cambiato, adesso: prima
Francesco Toldo rispondeva alzando le
spalle, ora fa una risata grossa,
compiacendosi per la battuta: "Io
Tolderò, tu Tolderai, egli Tolderà...".
Eppure, qualche mese fa, il suo
destino nerazzurro sembrava una
storia
già scritta. E non lo faceva
ridere
granché.
—
Invece, proprio così: c’è da
stupirsi, Toldo?
"Nel calcio praticamente di nulla, lo
lasci dire a me che ne ho viste di
tutti i colori. Ma stupirsi di cosa,
scusi?".
— Del
fatto che Toldo sarà ancora il
portiere dell’Inter.
"A prescindere dal tormentone di
quella — io la chiamo così — fase di
assestamento dello scorso ottobre,
penso di essermi guadagnato e meritato
la riconferma, anche se mi fa strano
parlare di riconferma, visto che ho un
altro anno di contratto: quando uno ha
un rendimento alto, è giusto che abbia
anche delle gratificazioni".
—
Dunque è stato un buon campionato?
"Ho vinto, e aspettavo di farlo da
quattro anni: certo che sì".
— Si
parlava di rendimento singolo: lei
pensa di aver giocato un buon
campionato?
"Forse, in assoluto, a livello
personale avevo fatto meglio nella mia
prima stagione all’Inter. Però quest’anno
credo di aver dimostrato ancora una
volta di essere un portiere da Inter:
non è poco".
— C’è
stato un momento, anche uno solo, in
cui le è capitato di dire a se
stesso: la mia storia con l’Inter è
finita, l’anno prossimo si cambia
aria?
"Non mi sono mai posto il problema.
Nel momento in cui poteva anche essere
normale pensarci, l’unico problema che
mi ponevo era quello di stringere i
denti e guardare oltre".
—
Oltre le molte voci di mercato?
"Quelle semmai mi hanno stimolato: di
sicuro non mi hanno messo in
difficoltà".
— Ma
c’è qualcosa che, invece, l’ha messa
in difficoltà davvero?
"Guardi, io ho capito che pretendere
di avere sempre e solo carezze è
sbagliato. In una squadra arriva
sempre il momento in cui qualcuno si
prende delle critiche, stavolta è
toccato a me e me le sono beccate".
"Mi sono tappato le orecchie di fronte
a tutto ciò che non ritenevo
costruttivo e non mi sono tirato
indietro. Anzi, sono andato avanti,
cercando soltanto fiducia: in me
stesso e in chi ha lavorato con me. E
mi sono preso le mie soddisfazioni".
"Tipo dar torto a chi di me ha detto
che, a 33 anni, sono ormai vecchio,
finito. Spero che certi fenomeni
abbiano perlomeno il coraggio e
l’onestà di rimangiarsi tutto: vecchi
saranno loro".
—
Visto che non è vecchio, ha anche
pensato a quanti anni giocare
ancora?
"Quando mi farò questa domanda, vorrà
dire che sarò diventato vecchio
davvero. No, non mi è ancora capitato
di aver voglia di farmela. Anche se so
perfettamente di non avere più vent’anni".
—
Visto che il suo contratto scade fra
un anno, avrà pensato almeno a
prolungarlo.
"Di questa cosa deve parlare la
società. Io non so niente, non ho
sentito niente: devo pensare soltanto
a fare bene, anzi il meglio possibile,
l’anno prossimo. A questa età,
pianificare il futuro non serve. O
comunque non è più così fondamentale".
—
Arrivando a Milano, lo aveva fatto.
Sono qui — disse — perché sono
sicuro che con l’Inter potrò fare
quello che non sono riuscito a fare
finora: vincere. Ci ha messo quattro
anni e per ora ha vinto quello che
si era già preso con la Fiorentina:
una coppa Italia.
"Purtroppo abbiamo buttato via un
tesoro il primo anno: quello scudetto
perso all’Olimpico avrebbe cambiato la
storia dell’Inter. Però poi ci abbiamo
riprovato sempre e in Champions League
per due volte ci siamo ritrovati fuori
dopo essercela giocata alla pari".
—
Dunque resta ottimista.
"Sì, perché le vittorie sono sempre il
frutto di una programmazione e ora
l’Inter sta facendo un ottimo lavoro.
La coppa Italia viene snobbata da
molti, però non è venuta per caso e mi
piace che in tanti l’abbiamo definita
un antipasto. Per noi, anche
psicologicamente, può essere quello
che lo scudetto del 2002 avrebbe
potuto essere e non è stato: qualcosa
che cambia la storia, appunto".
— E al
di là dell’aspetto psicologico, da
dove si riparte fra due settimane?
"Da una consapevolezza: che l’Inter,
dalla 13ª giornata in poi, ha giocato
un altro campionato. E ha dimostrato
un gran bel carattere e un gran bel
gioco. L’Inter, al calcio vero, ha
giocato benissimo: sfido chiunque a
dire che non abbiamo giocato il
miglior calcio d’Italia".
— Ha
visto questo, da là dietro?
"Il portiere certe cose le sente,
meglio di tutti se vogliamo: perché se
butti la palla avanti e ti torna
sempre subito indietro, vuol dire che
c’è qualcosa che non va. Il possesso
palla dell’Inter, invece, è stato una
costante: sempre e contro chiunque. E
nel calcio, se possibile, il gioco si
comanda, non si subisce: soprattutto
se sei l’Inter".
—
Sempre vista da dietro: l’Inter ha
bisogno del grande difensore che sta
cercando?
"Ai giocatori si dice sempre che
devono pensare a giocare, no? Mi sta
bene, anzi benissimo: io penso a
parare, al mercato pensano i
dirigenti".
— Si è
pentito di aver detto addio alla
Nazionale?
"Sta scherzando? Mi sto riprendendo
adesso, dopo più di dieci anni passati
ad andare in continuazione in ritiro.
Che pesanti, i ritiri: non ci si
potrebbe presentare il giorno della
partita a mezzogiorno, già
"mangiati"?...".
—
Bell’esempio, dato da uno che a
cominciare dalla prossima stagione
dovrà fare da chioccia al portiere
dell’Inter del futuro...
"Questa della chioccia mi ha sempre
fatto sorridere, dalla prima volta che
l’ho sentita. Trovo sbagliato
assegnare dei ruoli così: l’unico
nostro ruolo è dare il meglio, ogni
giorno. Anche perché, se fai così sei
già una chioccia: dai comunque un
esempio. E non solo al tuo dodicesimo,
ma a tutta la squadra".
— Il
veleno in fondo: le fischiano le
orecchie tutte le volte che sente
parlare di Buffon e Dida come delle
prime fondamenta delle vittorie di
Juve e Milan?
"E’ una cosa che non mi ha mai pesato:
io conosco il mio valore e la
sicurezza che posso dare alla mia
squadra".
—
Dunque si sente alla loro altezza?
"Non sta a me dirlo. Come non sta a me
pensare di dovermi misurare con
nessuno: a 33 anni, se mi è consentito
dirlo, non ne ho bisogno".
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Intervista
a Toldo, che analizza la stagione che scatta
sabato ed esalta il nuovo tecnico: "Il gioco
ora lo imponiamo noi. Adriano fa paura, Vieri
è carico |
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MILANO, 7 settembre 2004 - Non parlava
da parecchio, Francesco Toldo. «Credo
che noi calciatori siamo troppo
inflazionati. Se non ho niente da dire,
parlare a vanvera mi sembrerebbe una
presa in giro verso i tifosi». Ecco
allora che il portierone dell’Inter e
(forse) ex della Nazionale, prima di
recarsi a Padova in qualità di padrino
di un torneo di ragazzini, svuota un
sacco pieno di aspettative, sassolini
nelle scarpe e giudizi mai banali.
- Nell’ultimo giorno di mercato ha perso
un amico e trovato un rivale...
«La partenza di Cannavaro mi dispiace
perché se ne va un grande uomo e un
grande calciatore, il capitano della
Nazionale. Sono scelte societarie su cui
non ho nulla da dire. Sono sicuro che,
malgrado i recenti infortuni, Fabio
abbia molti anni davanti a sé».
- L’arrivo di Fabian Carini le
toglie tranquillità?
«Assolutamente no. Anzi, credo che la
società faccia bene a programmare il
futuro. La concorrenza inoltre alza il
livello del gruppo».
- Dal gruppo azzurro in compenso lei si
è chiamato fuori.
«Giusto così. Lippi sa che sono
disponibile in caso di emergenza,
altrimenti mi dedicherò solo all’Inter e
largo ai giovani».
- Tra gli emergenti chi le piace di più?
«Dietro a Buffon, vedo bene Pelizzoli e
De Sanctis. Poi ovviamente c’è Abbiati,
ma deve giocare. L’invasione degli
stranieri ha tolto spazio anche a noi
portieri».
- A proposito del vostro ruolo, qualcuno
la critica per certe uscite a vuoto.
«Accetto serenamente le critiche, ma
credo che debbano giudicarci solo gli ex
portieri perché il nostro è un ruolo
davvero atipico. Detto questo, sulle
uscite devo sicuramente migliorare, non
mi sento certo arrivato. Rispetto al
passato oggi è tutto più difficile
perché si gioca a una velocità
incredibile e i cross sono sempre tesi.
Senza considerare i nuovi palloni, più
leggeri, che non ci aiutano di certo.
Inoltre...».
- Dica dica
«Credo che una certa critica sia un po’
prevenuta nei miei confronti. C’è chi
l’anno scorso ha subito più gol di me,
ma nel suo caso la colpa era dei
compagni di reparto. Mi riferisco a Gigi
Buffon, certo, un amico che peraltro a
volte fa un autocritica addirittura
esagerata».
- Veniamo all’Inter. Con il Basilea la
gente si è divertita parecchio.
«Abbiamo giocato benissimo, eravamo
molto determinati. Abbiamo sempre
cercato di fare noi la partita. Siamo
tutti convinti che togliendo
all’avversario metri e respiro lo
metteremo sotto. Certo, dobbiamo
migliorare in varie situazioni, ma
abbiamo potenzialità enormi».
- Eppure, a fronte di palle gol a
manciate, agli svizzeri avete concesso
troppo. C’è chi vede nella difesa il
punto debole dell’Inter.
«Non sono d’accordo. Dobbiamo lavorare
molto sui meccanismi difensivi, ma
intesi come movimenti di tutta la
squadra nelle situazioni di non possesso
palla».
- E’ anche possibile che con il gioco
offensivo predicato da Mancini, con i
terzini che spingono molto, siate
destinati a fare più gol, ma anche a
subirne di più?
«Non credo. Io so solo che devo
incerottare la porta. Le vittorie
dipendono da tutti, anche da chi deve
impedire le reti avversarie. Ma il vero
punto è un altro. In carriera ho avuto
tanti allenatori, ma solo chi è riuscito
a capire che la miglior difesa è
l’attacco ha davvero svoltato».
- Mancini le sembra sulla buona strada?
«Con lui ho già lavorato a Firenze e
vinto una coppa Italia. L’ho ritrovato
convinto e determinato, semmai mi ha
stupito il suo coraggio. Pur essendo
giovane, è arrivato alla Pinetina ben
deciso a modificare a sua immagine e
somiglianza un ambiente un po’ giù. L’Inter
aveva un gran bisogno di una guida
sicura nel tempo».
- Mancini ha anche parlato da subito di
divertimento con il pallone. E’ davvero
possibile nel calcio moderno?
«Coniugare vittorie e divertimento è
facile a parole. Ma se ci riesci diventa
un cocktail micidiale. Anche perché se
giochi male può arrivare qualche
vittoria, ma scudetto o Champions non le
vinci. Nel nostro spogliatoio c’è
allegria, ma soprattutto la
consapevolezza che dobbiamo fare tanti
sacrifici».
- Veron e Davids in effetti hanno
parlato di gruppo molto unito, malgrado
le tante facce nuove.
«Credo che l’aspetto fondamentale per
noi sia che ora ognuno sa perfettamente
quel che deve fare in campo. Ora
dobbiamo ripetere i movimenti fino alla
noia, poi al resto penseranno i tanti
campioni in rosa».
- Chi l’ha sorpresa particolarmente?
«Detto dell’eleganza di Veron, il cui
calcio è poesia, quello che mi
impressiona di più è Adriano. Gli
avversari tentano di fermarlo in ogni
modo, ma gli rimbalzano contro! In
partitella ho giocato fuori dai pali e
dopo un contrasto con lui sono rimasto
stordito per un po’. A questa forza
aggiunge la sua tecnica brasiliana,
logico che sia diventato il nuovo idolo
dei tifosi nerazzurri. Buono in
spogliatoio, spietato in campo».
- E di Vieri, il trascinatore nerazzurro
degli ultimi cinque anni, cosa ci dice?
«Come per tutta la squadra, il segreto è
dimenticare il passato, anche in
negativo. Bobo l’anno scorso ha giocato
anche con infortuni di cui la gente non
era a conoscenza e ha vissuto momenti
difficili. Ora lo vedo in grande ripresa
fisica e mentale, come si è visto anche
a Spezia venerdì. Lui e Adriano insieme?
Tutto starà alla loro intelligenza. Non
credo ci voglia molto ad adattarsi,
basta facciano i movimenti giusti,
dunque diversi tra loro, e potranno
giocare assieme fino all’eternità».
- Veniamo a un altro compagno che ha
avuto qualche problema: van der Meyde.
«Se uno sente fiducia nell’ambiente
rende al 100%, altrimenti è meglio che
cambi aria. Andy è legato ai compagni,
anche se sente la nostalgia di casa.
Capisce l’italiano, ma fatica a
parlarlo. Non era convinto di restare,
ma dopo che Mancini gli ha fatto capire
che credeva davvero in lui ha ammesso di
essersi sbagliato ed è ripartito con una
nuova carica».
- Qual è la sua griglia del nuovo
campionato?
«Inter, Milan e Juventus sopra a tutte,
la Roma penso sia un gradino sotto. Poi
tutte le altre. Purtroppo l’epoca delle
sette sorelle che potevano vincere lo
scudetto è tramontata. Oggi le tre
grandi si spartiscono più di metà dei
tifosi italiani e del mercato mediatico.
E’ un problema da risolvere».
- La Fiorentina in compenso si è mossa
benissimo sul mercato.
«Firenze fa parte della storia del
calcio italiano. Ora inizia un ciclo
nuovo, con le persone giuste. Non dico
che è da quinto posto solo perché se poi
arriva sesta a Mondonico fanno la festa.
E’ una piazza caldissima, cui non viene
facile digerire l’arrivo di tanti ex
juventini».
- Anche Valencia è una piazza
caldissima, che peraltro vive Francesco
Toldo come un incubo...
«Due vittorie della Liga negli ultimi
tre anni dicono tutto sulla squadra di
Ranieri. Hanno il morale a mille, ma noi
quest’anno andremo al Mestalla per
imporre il nostro gioco. Basta con i
miei miracoli».
- Che ricordo serba di quelle due notti
spagnole in cui parò l’impossibile e
regalò la qualificazione all’Inter?
«L’immagine che non dimenticherò mai è
quella di Farinos che va in porta dopo
la mia espulsione. Francisco con la
maglia fino alle ginocchia e i guantoni
sproporzionati. Troppo buffo».
- Come vede il vostro girone di
Champions?
«Del Werder so che tutti i giocatori
sono almeno un metro e novanta.
L’Anderlecht in casa è temibile, come
dimostra il 3-0 al Benfica del Trap. I
loro tifosi sono caldissimi, lì sarà un
inferno. In Europa il gioco viene
interrotto meno, si gioca di più ed
emergono i veri valori. Diciamo che in
Europa vincono i più forti, in Italia i
più furbi».
- Insomma, tra scudetto e Champions
League lei preferirebbe...
«Non ho dubbi. Fare il furbo...».
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TOLDO: "TUTTE LE MIE FORZE"
Sabato, 27 Marzo 2004 12:05:03
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APPIANO GENTILE
- Il settimanale televisivo "Dribbling", in
onda oggi su Rai Due a partire dalle 13.25, ha
incontrato venerdì Francesco Toldo al centro
sportivo "Angelo Moratti". Inter.it vi
propone, in anteprima, il testo
dell'intervista rilasciata dal portiere
nerazzurro.
Parliamo di questa sua stagione
contraddistinta da alti e bassi. Qualche
critica, a volte eccessiva, e anche degli
elogi...
"A volte sono eccessivi gli elogi quando le
cose vanno bene ed eccessive le critiche
quando le cose vanno male. A inizio anno
abbiamo passato un periodo negativo, un mese
in cui ci è successo di tutto. Quando in campo
sbaglia un partiere ci si ricorda molto di più
rispetto a quando commette un errore un altro
giocatore. In quei periodi devi tenere duro,
il bello dello sport è che ti dà sempre la
possibilità di dimostrare quello che realmente
vali".
Si può dire che quello in corso è stato il più
delicato dei suoi tre anni nerazzurri?
"Sicuramente. All'Inter non avevo mai passato
un periodo come quello vissuto a inizio anno.
Ma mancano ancora otto partite e siamo nei
quarti di finale di Uefa Cup , a me piace fare
i conti sempre alla fine".
Torniamo a Toldo. Dopo un mese atipico a
livello di prestazioni, è tornato ad essere il
vero Toldo. Dove e come ha trovato la forza
per reagire e per tornare ad essere quel
grande portiere che è?
"Nei periodi in cui le cose vanno tutte storte
ti stanno vicino le persone che veramente ti
vogliono bene. Da lì attingi parecchie forze,
soprattutto a livello familiare. Quando una
persona vive bene in famiglia ha delle
sicurezze in più. Il ruolo del portiere è
talmente delicato che basta un palo interno o
un palo esterno colpito dagli avversari per
dare un giudizio alla partita, anche se questo
non lo trovo giusto. La forza si trova dentro
se stessi, bisogna stare tranquilli e lavorare
sui quegli errori che non vuoi più commettere.
L'autostima e la convizione nei propri mezzi,
insieme all'ambiente che ti circonda, ti
permettono di uscire da una situazione
strana".
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TOLDO TESTIMONIAL DI
SOLIDARIETÀ
Martedi, 16 Marzo
2004 13:52:41 |
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CAVAZZALE DI MONTICELLO C.
- Organizzata
da Vicenza Press con la collaborazione
dell'Associazione Italiana Calciatori,
rappresentata dal suo segretario operativo Gianni
Grazioli, si è tenuta ieri sera vicino a Vicenza
una serata benefica allo scopo di raccogliere
fondi per l'Assocazione "Villaggi SOS di Vicenza"
a sostegno dei bambini in difficoltà.
Ospite d'eccezione Francesco Toldo, accompagnato da
Adriano Bardin allenatore dei portieri della
Nazionale Italiana, mentre a fare gli onori di
casa nelle vesti di moderatore della serata
Alberto Nuvolari, presidente dell'Unione Stampa
Sportiva Italiana. Di fronte al portiere
nerazzurro si è ritrovata una una nutrita platea
di tifosi composta per lo più da soci degli Inter
Club delle province di Vicenza, Padova e Rovigo.
Nel dettaglio erano presenti i club: Altavilla,
Alto Vicentino, Bassano Nerazzurra, Basso
Vicentino, Caldogno, I Leoni, Lonigo, Marostica,
Abano Terme, Montagnana, Rovigo, S.Andrea di
Campodarsego e Villa del Conte, guidate dai due
coadiutori provinciali Gustavo Ceolato e Andrea
Rizzi.
Dopo aver risposto con la solita grande
disponibilità il rituale assalto dei numerosissimi
cacciatori di autografi e foto ricordo, Francesco
Toldo ha dato vita ad un simpatico botta e
risposta con gli altri commensali, rispondendo a
tutte le domande dei tifosi. Battute, riflessioni
e commenti sottolineati a più riprese da
scroscianti applausi, soprattutto quando il
portiere nerazzurro ha ringraziato i tifosi che
hanno sostenuto la squadra durante la gara contro
il Chievo.
Il successo del binomio sport e solidarietà, che
ha fatto da filo conduttore per l'intera serata,
si è poi concretizzato in una generosa donazione a
Massimo Torregiani, rappresentante del "Villaggio
SOS di Vicenza".
Altre informazioni ed approfondimenti sugli Inter
Club:
interclub.inter.it
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TOLDO:
"DOVREMO INIZIARE ALLA GRANDE E NON MOLLARE FINO ALLA
FINE"
Sabato, 19 Luglio 2003 14:42:37 |
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RISCONE DI BRUNICO -
Prima mattinata di allenamenti per il portiere
nerazzurro Francesco Toldo e prima conferenza stampa
con i giornalisti al seguito della squadra.
Come
inizia la stagione nerazzurra, quali aspettative?
"Ad inizio stagione è il momento per fare dei buoni
propositi, ti presenti con una voglia speciale, pieno
di energie. Tutti vogliono vincere, e in special modo
l'Inter, ma non deve diventare un'ossessione il fatto
di non aver vinto in questi anni. Vincere è una
conquista che si fa per gradi. Vorrei innanzitutto che
iniziassimo come abbiamo iniziato le stagioni
precedenti, rimanendo sempre in testa fino ad un certo
punto, ma senza farci superare nel finale. Vorrei che
giocassimo un campionato con un ottimo inizio, tenendo
duro, e poi arrivassimo anche a disputare un ottimo
finale di stagione"
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TOLDO: "LA ROSA DELL'INTER È AMPIA ED ECCELLENTE,
DAVANTI ABBIAMO TANTISSIME ALTERNATIVE DI VALORE"
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RISCONE DI BRUNICO - Prima mattinata di
allenamenti per il portiere nerazzurro Francesco
Toldo e prima conferenza stampa con i
giornalisti al seguito della squadra.
Pensi che poter cambiare
modulo sopratutto in difesa sia un vantaggio o un
segno di debolezza?
"Non so cosa succederà in difesa, ma lo considero
un valore aggiunto. Devi sempre poter avere delle
soluzioni alternative, soprattutto se sei una
squadra del calibro dell'Inter"
Gli acquisti fatti però
vanno nella direzione del 4-4-2. Non credi siano
un po' limitativi?
"La rosa dell'Inter è ampia ed eccellente, dalla
metà campo in su ci sono tantissime alternative e
questo penso sia solo un vantaggio"
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TOLDO: "ALLA MIA ETÀ L'OBIETTIVO È QUELLO DI
CONFERMARSI ALL'ALTEZZA" |
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RISCONE DI
BRUNICO - Prima mattinata di allenamenti per
il portiere nerazzurro Francesco Toldo e
prima conferenza stampa con i giornalisti al
seguito della squadra.
In questa fase
della tua carriera , pensi ancora di poterti
migliorare?
"Alla mia età la sfida non è più di
migliorarsi, ma di mantenersi. Quando giochi
oltre cinquanta partite più la nazionale e
tutto il resto devi cercare di confermare il
tuo rendimento. L'obiettivo iniziale è
sempre quello di prendere meno gol
possibili, garantendo la massima sicurezza a
tutti i miei compagni"
Cosa pensi del
calcio mercato di quest'anno?
"In generale ho visto più attenzione
nell'investire i soldi. All'Inter sono
arrivati ottimi giocatori. Dispiace molto
per chi è stato escluso, ma auguro loro di
ripartire con il massimo slancio"
TOLDO: "STAM? UNO CHE TI DA SICUREZZA, CHE È
LA STESSA CHE TI DA CIASCUNO DEI DIFENSORI
DELL'INTER"
RISCONE DI
BRUNICO - Prima mattinata di allenamenti per
il portiere nerazzurro Francesco Toldo e
prima conferenza stampa con i giornalisti al
seguito della squadra.
Lo scorso anno
avete subito molti gol, hai trovato dentro
di te un perché?
"Dobbiamo imparare a difenderci meglio, non
solo rinferendomi a quei tre o quattro
difensori, ma tutti. La squadra deve essere
un corpo unico, questo è quello che
insegnano le squadre che hanno vinto negli
ultimi anni"
Pensi che occorrano
anche dei rinforzi in difesa?
"Io penso al mio ruolo, a quello che devo
fare, cioè allenarmi bene, parare, fare le
interviste. A tutto il resto ci pensano i
dirigenti dell'Inter"
Ma credi che uno
come Stam possa garantirvi una maggior
sicurezza?
"Stam è un grande campione, che ti da
sicurezza ovunque lo metti, ma allo stesso
tempo, se prendi ciascuno dei difensori
dell'Inter, ovunque lo metti, ti garantisce
la medesima sicurezza. Noi non dobbiamo
garantirci sicurezza solo in campo, ma anche
fuori, con l'opinione pubblica"
notizie dal sito
ufficiale
www.inter.it
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| Visita
il Sito
Ufficiale di Francesco Toldo: http://www.francescotoldo.it |
| Notizie
dal sito: http://it.uefa.com/competitions |
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L’Inter deve il passaggio del turno al
suo portiere Francesco Toldo, autore di una
serie di parate prodigiose. Una magistrale
prestazione di Francesco Toldo ha permesso
all'Internazionale di approdare alle semifinali
di UEFA Champions League a spese del Valencia CF.
Nel prossimo turno l'Inter incontra il Milan. |
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Incontro palpitante
La squadra di casa tirava 27 volte, di cui 13 nello
specchio della porta, ma il gol in trasferta realizzato
in apertura da Christian Vieri si rivelava decisivo.
Anche se il rapido pareggio di Pablo Aimar e il gol di
testa di Rubén Baraja nella seconda frazione
alimentavano le speranze del Valencia. Alla fine la
vittoria per 2-1 del Valencia era vanificata proprio da
quel gol messo a segno dall'Inter in trasferta.
Tattica offensiva
I campioni di Spagna, che speravano in una finale come
quelle conquistate con Héctor Cúper nel 2000 e nel 2001,
schieravano in avanti Juan Sánchez accanto a John Carew,
con Aimar a supporto. David Albelda non era disponibile
in quanto squalificato. L'Inter di Cúper inseriva
Giovanni Pasquale come esterno difensivo sinistro al
posto dell'infortunato Francesco Coco, Carlos Gamarra in
difesa e Stéphane Dalmat come ala sinistra.
Vieri a segno
L'Inter sapeva che un gol in trasferta avrebbe costretto
il Valencia a segnare tre reti e al quinto minuto
colpiva. Su una palla in profondità di Hernán Crespo,
Roberto Ayala sbagliava l'intervento e regalava la palla
a Vieri, già in gol a San Siro. Il primo tiro
dell'attaccante nerazzurro veniva fermato da Santiago
Cañizares, ma sulla respinta del portiere Vieri
appoggiava in rete.
Reazione immediata
Il Valencia non si perdeva d'animo e replicava due
minuti dopo. Nell'area dell'Inter Carew superava
superbamente Iván Cordoba e serviva Aimar che eludeva
l'intervento di Gamarra e depositava la palla alle
spalle di Toldo. Sullo slancio il Valencia dominava il
resto del primo tempo mentre Toldo si superava parata
dopo parata.
Toldo strepitoso
Immediatamente dopo il gol Toldo parava in
tuffo una potente punizione di Aimar. Poi bloccava un
tiro di Angulo poco dopo che lo stesso aveva crossato
per Carew senza che quest'ultimo riuscisse ad impattare
il pallone. Vieri era costretto a lasciare il campo al
32' per un infortunio al ginocchio, ma ciò non aveva
influenza sulla partita perché la palla era sempre nella
metà campo dell'Inter. Toldo negava a Carew il gol e
alla fine del primo tempo si produceva in tre strepitose
parate consecutive, due su Vicente Rodríguez e una su
Anthony Réveillère.
Baraja a segno
Per l'Inter non c'era tregua nemmeno dopo l'intervallo.
Al 50' Baraja si vedeva respingere da Toldo una
cannonata al volo. Ma il giocatore non aveva tempo di
rammaricarsi. Sul calcio d'angolo successivo, infatti,
incornava in tuffo il cross di Aimar e batteva Toldo. A
un solo gol dalla qualificazione il Valencia veniva in
avanti con rinnovata decisione, ma il portiere
nerazzurro tornava a essere insuperabile. Prima usciva
su una palla filtrante di Baraja destinata a Vicente,
poi diceva di no ad Angulo.
Pressione inutile
Lo stesso giocatore si vedeva negato il gol al
75' con tutta l'Inter arroccata in difesa. Subito dopo i
nerazzurri operavano un contropiede che portava al tiro
ravvicinato il subentrato Alvaro Recoba, ma Cañizares
respingeva di piede. Ma l'eroe della serata restava il
suo collega di ruolo e avversario nerazzurro, che
riusciva a negare la terza rete ai padroni di casa. |
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Inter nelle mani di Toldo
Martedì, 22 aprile 2003
Francesco Toldo al
Mestalla spera di ripetere la strepitosa prestazione
dello scorso anno.Francesco Toldo ha vissuto una serata
molto animata nella sua ultima visita allo stadio
Mestalla. Il portiere dell'Internazionale FC è stato
espulso nel finale della partita del ritorno dei quarti
di finale della Coppa UEFA della scorsa stagione. I
nerazzurri riuscirono comunque a vincere 1-0 e passare
il turno dopo l'1-1 dell'andata.
Ritorno in Spagna
Un anno dopo, il 31enne Toldo torna in Spagna, nello
stesso stadio, ma questa volta per la UEFA Champions
League. Stavolta l'Inter ha un gol di vantaggio grazie
all'1-0 firmato da Christian Vieri due settimane fa a
San Siro. Toldo è convinto che la sua squadra riuscirà
ad imporsi anche questa volta.
Forma smagliante
"Spero che la gara sia più tranquilla di quella
dell'anno scorso", dice Toldo dall'alto del suo metro e
96. Si riferisce all'avvincente confronto che vide
Nicola Ventola portare in vantaggio l'Inter nei minuti
iniziali prima dell'assedio del Valencia alla sua porta.
La squadra di casa non poté nulla contro un Toldo in
forma smagliante. Il portiere si esibì in una serie di
parate eccezionali, fra cui due spettacolari respinte su
tiri di Francisco Rufete e Vicente Rodríguez.
Finale drammatico
Riflettendo su quell'emozionante serata Toldo spiega:
"Ho dovuto fare gli straordinari e abbiamo fatto
soffrire i tifosi più del dovuto". I nerazzurri erano
ormai a nervi scoperti quando il portiere ricevette il
secondo cartellino giallo per perdita di tempo a cinque
minuti dalla fine. L'ex centrocampista del Valencia
Francisco Farinós lo sostituì in porta ma l'Inter riuscì
a resistere e ad infliggere al Valencia la prima
sconfitta casalinga in Europa dopo quasi 10 anni.
Duo micidiale
Gli spagnoli tenteranno dunque di prendersi una
rivincita e il padovano Toldo prevede che, come due
settimane fa, le maggiori insidie verranno da Pablo
Aimar e John Carew. Nella partita di andata a San Siro,
il fantasista argentino era certo di aver segnato al
63', ma Toldo si è esibito in una straordinaria
deviazione con una sola mano. "Credo che Aimar e Carew
siano i giocatori più pericolosi del Valencia - avverte
Toldo -. Aimar è molto rapido e difficile da
controllare. È lui che dirige il gioco del Valencia.
Carew è molto potente ed ha un tiro di destro molto
difficile da bloccare".
Concentrato sulla partita
Toldo ha giocato in tutte e 13 le partite dell'Inter
in UEFA Champions League in questa stagione ed è
certamente in grado di neutralizzare ancora una volta
gli attaccanti del Valencia. Proprio lui e Gianluigi
Buffon, suo rivale per la maglia numero uno della
nazionale, sono i portieri preferiti dell'estremo
difensore del Valencia Santiago Cañizares. Una ragione
in più per sentirsi ottimista.
Niente nervi
Toldo continua: "Non siamo affatto nervosi,
come invece alcuni ci definiscono. Non sanno quel che
succede nello spogliatoio dell'Inter". Ma il
Valencia crede comunque di poter perforare la difesa dei
nerazzurri. Una difesa che in questa edizione della UEFA
Champions League ha già subito 16 gol, un record
negativo condiviso solo dal Manchester United FC fra le
otto squadre ancora in lizza.
Approccio difensivo
Carew è fiducioso sulle possibilità della sua squadra di
"vincere la partita". Il norvegese spiega: "Credo che
giocheranno con una mentalità molto difensiva. Dovremo
far girare il pallone e giocare sulle fasce. Saremo noi
ad avere il possesso di palla e dovremo spingere per
tutti i 90 minuti." Questa volta Toldo intende restare
in campo per tutta la partita, quindi il Valencia farà
bene ad ascoltare i consigli di Carew. |
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Francesco Toldo
Generalmente si chiamano parate, ma lui,
ultimamente senza falsa ironia, fa veri e propri
miracoli.
(San)
Francesco Toldo, portiere dell'Inter, inaugura il suo nuovo
sito ufficiale realizzato in Flash, in cui è
possibile trovare informazioni sulla carriera del campione,
l'agenda degli impegni, un'ampia galleria fotografica e una
sezione utile per aspiranti portieri: Teoria e pratica per
parare alla grande!
(Tratto
da www.migamma.it) |
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Dal
sito:
http://fifaworldcup.yahoo.com/en/t/t/pl/155977/
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Profile:
In any other national team Francesco Toldo would probably
have more than 50 caps by now. That he has less than half is
a testament to the standard of goalkeeping in Italy's Serie
A and in particular his battle for the No 1 jersey with
Gianluigi Buffon. Which of the world class keepers will
claim the spot between the posts remains a source of heated
debate over pasta and wine.
Toldo was a member of the Italian squad for the 1998 FIFA
World Cup FranceTM
but did not play a match. He got his shot at the UEFA
European Championship Belgium/The Netherlands 2000 after
Buffon broke his hand prior to the start of the tournament.
He responded admirably and played superbly, helping Italy
reach the final. Perhaps his best performance in the
tournament came in the semi-finals, when he stopped four
Dutch penalty shots as Italy ousted Holland via the
penalty-kick shootout.
Toldo has played his entire career in Italy. He was with AC
Milan early in his career but eventually moved on, stopping
at Verona, Trento, and Ravenna along the way before making
his mark at Fiorentina. Between 1993 and 2001, Toldo was the
first choice at the Florence club in both Serie A and
Champions League matches.
After Fiorentina, Toldo moved to Inter Milan where his
leadership and brilliant saves have had more than just a
hand in Inter's resurgence.
Though Toldo only started three qualifiers in the run up to
the 2002 FIFA World Cup Korea/Japan, he is very much an
important member of the Italy squad and can be counted on to
be an emotional leader for his team regardless of whether he
starts games on the bench or between the posts |
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